ANALISI DELLE CRITICITA' AMBIENTALI

I problemi di inquinamento del territorio del Parco sono legati principalmente alla presenza di scarichi fognari non depurati e di discariche abusive a cui la provincia di Roma ha destinato fondi per il Fosso delle Campanelle.
Indicando con scarico “qualsiasi immissione diretta tramite condotta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione” (D.L.11 maggio 1999 n.152), gli scarichi rinvenuti sul territorio di Casal del Marmo sono stati distinti dallo studio del Succhiarelli in tre tipologie:
- scarichi fognari non depurati
- scarichi di effluenti trattati provenienti dagli impianti di depurazione
- scarichi di acque meteoriche
Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche dei principali scarichi idrici che interessano il Parco Agricolo di Casal del Marmo; nella “Tavola delle criticità” è evidenziata la localizzazione degli scarichi.
In pratica, sia il fosso del Marmo Nuovo che quello delle Campanelle, sono alimentati da scarichi: le acque del primo sono costituite quasi esclusivamente da liquami non trattati, mentre il secondo ha una quota rilevante di liquami trattati da piccoli depuratori biologici. Il fosso della Polledrara sembra invece essere alimentato prevalentemente da acque sorgentizie.
Nel dettaglio, sulla base dell’indagine di Succhiarelli, la situazione degli scarichi
è la seguente:
Nel fosso del Marmo Nuovo sono stati accertati complessivamente cinque scarichi:
all’esterno dell’area del Parco: due scarichi fognari comunali di tipo misto F2 e F3, posti nel tratto iniziale del fosso, provenienti entrambi dalla borgata Ottavia; la popolazione residente servita è rispettivamente di 4.000 e 1.000 abitanti.Uno scarico non determinato F4.
all’interno dell’area del Parco: due scarichi di effluenti trattati provenienti dagli impianti di depurazione a servizio dell’istituto religioso “Piccola Casa della
Divina Provvidenza Cottolengo” (D2) e dal Liceo “Pasteur” (D1). Lo scarico D2, posto sulla sponda destra, proviene da un impianto biologico a gestione esterna che serve 130 residenti. Nel tratto iniziale del fosso sono presumibilmente presenti altri scarichi che la fitta vegetazione ripariale non ha permesso di individuare.
Lungo il Fosso del Fagiano e il Fosso delle Campanelle sono stati rilevati complessivamente 11 scarichi, alcuni dei quali interessano il tratto compreso all’interno del Parco: due scarichi fognari pubblici, F5 (Fosso del Fagiano) e F6 (Fosso delleCampanelle), uno scarico di acque meteoriche e di prima pioggia, M3,tre scarichi di acque reflue trattate provenienti dagli impianti di depurazione dell’Ospedale del S. Filippo Neri (D3), del complesso edilizio del Ministero di Grazia e Giustizia (D4) e dell’A.S.L. Roma E (D5) presente nel complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico del S. Maria della Pietà. Lo scarico fognario comunale F5 è situato nel tratto iniziale del Fosso del Fagiano e raccoglie i liquami provenienti dagli edifici del quartiere di Monte Mario disposti lungo via Trionfale per un’utenza complessiva di circa 1400 abitanti.
Analisi chimiche condotte nel luglio 1994 e nel maggio 1997 sulle acque di scarico della fogna hanno evidenziato elevati livelli di inquinamento chimico e batteriologico, legato principalmente alla presenza di coliformi totali e fecali (110.000 in 100 ml) e streptococchi fecali (11.000 in 100 ml). Nel 1997 furono eseguite dal Presidio Multizonale di prevenzione di Roma anche analisi chimiche del terreno dell’alveo del fosso del Fagiano, a valle della confluenza con lo scarico degli effluenti trattati dell’impianto di depurazione dell’Ospedale S. Filippo Neri. Le analisi condotte su cinque campioni evidenziarono la presenza di terreni inquinati, ma senza particolari presenze di sostanze tossiche persistenti bioaccumulabili. Le acque del fosso vengono tutt’ora utilizzate per l’irrigazione degli orti circostanti, in violazione di un’ordinanza sindacale del 1994. Lo scarico fognario pubblico F6 è situato nel tratto iniziale del Fosso delle Campanelle e raccoglie le acque del quartiere di Monte Mario, abitato da circa 1000 persone. Le acque di questo scarico sono fortemente torbide e maleodoranti.
Lo scarico civile D3 dell’impianto di depurazione dell’ospedale S. Filippo Neri, posto nel versante destro del tratto medio alto del Fosso del Fagiano, avviene tra cumuli di rifiuti solidi e urbani e calcinacci che ne influenzano il deflusso. Lo scarico M3 di acque meteoriche e di prima pioggia è situato poco più a valle, e avviene tramite un collettore separato con immissione diretta nel corpo recettore. In prossimità di quest’ultimo si trova anche lo scarico D4 costituito da acque reflue provenienti da un impianto di depurazione di tipo biologico e a gestione esterna. Una canalizzazione in lamiera raccoglie una parte degli effluenti in uscita per l’irrigazione di un orto limitrofo allo scarico. Lo scarico D5, proveniente dall’impianto di depurazione biologico a gestione diretta a servizio dell’A.S.L. Roma E, è posto in una diramazione laterale valliva sinistra del fosso delle Campanelle, che raggiunge attraversando a cielo aperto gli orti abusivi. Più a valle sono stati segnalati dalla Provincia di Roma altri scarichi presumibilmente non depurati, provenienti dall’area di sosta del campo nomadi, dalla sede dei Vigili del Fuoco e dall’Archivio del Ministero di Grazia e Giustizia. Nel territorio in esame sono state inoltre rilevate numerose discariche
abusive, situate lungo i bordi dei corsi d’acqua, nei pressi degli insediamenti urbani e lungo le strade che attraversano il territorio agricolo. I materiali scaricati all’interno del Parco consistono principalmente in:
inerti provenienti da costruzioni, ristrutturazioni e demolizioni edilizie, eventualmente associati con rottami ferrosi e con vari rifiuti urbani;
materiale terrigeno proveniente da movimenti di terra connessi a sbancamenti.
Nel tratto medio del Fosso della Polledrara sono state individuate due aree di scarico di ingente materiale terrigeno di origine vulcanica (T2 e S3), molto probabilmente proveniente da sbancamenti per la realizzazione di costruzioni edili o infrastrutturali. Lo scarico, attualmente interrotto, ha prodotto una modificazione del versante con la formazione di un rilevato, ricoperto da vegetazione erbacea e arbustiva, che digrada trasversalmente dalla sommità del pendio all’interno del fosso per uno spessore medio di circa 4 metri. Poco più a valle è presente una discarica (S4) di materiali provenienti da costruzioni e demolizioni, materiale metallico e una colata di calcestruzzo di scarto, situata in una insenatura laterale della valle.
Lungo il Fosso del Marmo Nuovo sono state rinvenute cinque discariche: S5, S6
(situate all’esterno del territorio del Parco agricolo), S7, S8, S9.
Il luogo di scarico S5 è posto lungo una strada di collegamento fra la borgata Ottavia e via di Casal del Marmo il cui accesso è attualmente impedito dalla presenza di due cancelli. Lo scarico è costituito da inerti provenienti da costruzioni e demolizioni, rifiuti urbani e materiali metallici. Sul versante opposto, lo scarico S6 è costituito prevalentemente da materiale terrigeno che ricopre il pendio dalla sommità del fosso. In un’ incisione valliva laterale sinistra si trova la discarica S7, costituita da inerti provenienti da ristrutturazioni edilizie. Lo scarico, favorito dal libero accesso degli automezzi alla vicina strada, interessa il pendio del fosso sottostante con la relativa copertura arborea e arbustiva. Le discariche S8 e S9, distanti tra loro una ventina di metri, sono situate lungo il rilevato di terreno su cui passa la strada di collegamento fra la tenuta Massara e via Torresina; dalla sommità del rilevato ingenti quantità di inerti provenienti principalmente da costruzioni e demolizioni vengono scaricati nel fosso sottostante.
Lungo il tratto terminale del fosso del Marmo Nuovo si estende per circa 150 metri un impianto di rottamazione di automobili che, data la sua localizzazione, non risulta adeguato alle prescrizioni previste. Il tratto del Fosso delle Campanelle interno al perimetro del Parco agricolo è interessato da tre discariche, indicate come S10, S11, S12. La discarica S10 è posta lungo il versante sinistro di Valle Fontana. Dalla sommità del pendio vengono riversati rottami metallici, autoveicoli bruciati, elettrodomestici e materiali vari provenienti da costruzioni e demolizioni, sparsi lungo il pendio fino al fondovalle sottostante e parzialmente ricoperti di vegetazione arbustiva.
Alla base è presente un’emergenza sorgentizia con captazione della falda da
parte dei locali coltivatori degli orti. La discarica S11 è situata nell’altipiano di S. Agata, ed è costituita da cumuli sparsi di rifiuti urbani, rottami metallici, parti di autoveicoli e autoveicoli bruciati, presenti in elevate quantità anche lungo il pendio che porta al fosso sottostante e parzialmente ricoperti di vegetazione arbustiva. La limitrofa discarica S12, costituita dagli stessi materiali di rifiuto, interessa il versante iniziale di un’incisione valliva che affluisce verso il Fosso delle Campanelle.